Molte sono le variabili che influiscono sul valore di una fotografia, e solo una competenza tecnica e commerciale può stabilirne il valore.
Lo stesso fotografo può aver stampato, ipotizziamo un negativo del 1930 e successivamente nel 1950. Individuare quindi se una fotografia è “vintage” (stampata contestualmente al negativo) o successiva “printer later” stampata anni dopo la realizzazione dello scatto ha un’importanza determinante sul valore dell’opera. La datazione poi ci permette di stabilire se la fotografia è stata ottenuta dopo la morte dell’autore quindi senza più un valore artistico avendo perciò un solo valore documentale. Queste differenze che potrebbero sembrare sottigliezze tecniche, sul mercato determinano valori spesso molto diversi. Per fare un semplice esempio, una fotografia di Man Ray realizzata dall’autore nel 1930 può valere oltre 100.000 €, lo stesso negativo stampato dal fotografo negli anni ’70 può valere 3.000 € e se l’archivio possiede oggi quel negativo e lo ristampa il suo valore sarà di appena 100 €. Ad un occhio inesperto queste tre fotografie sembreranno uguali proprio perché ottenute dallo stesso negativo, un ambito quindi dove il parere di uno specialista è determinante.

Le valutazioni possono riguardare singoli scatti o interi archivi. Il crescente valore della fotografia impone oggi di rivolgersi ad un esperto per dare una stima ad intere raccolte o archivi che fino a pochi anni fa erano relegati nelle cantine. Chi si avvicina al collezionismo ha spesso bisogno di un supporto tecnico per valutare la qualità delle opere che desidera acquistare, potendo così disporre di ogni elemento utile per procedere ad un acquisto consapevole. La valutazione patrimoniale delle raccolte fotografiche è uno dei nostri principali settori di attività ove vantiamo una lunga esperienza. In questo ambito rientrano non solo gli archivi di fondazioni o musei ma anche le raccolte, spesso sottovalutate, di industrie ed enti commerciali che necessitano di essere trascritte a patrimonio.